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Dal villaggio alla grande città con il remote working

25/03/2024
Alessandro Martin - Aton
Alessandro Martin
Solution Integrator
#Devops
People
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Da smart working a remote working: come passare da un piccolo angolo d’Italia a Barcellona

Voglio iniziare questo articolo con un bel fuori tema per rompere un po’ il ghiaccio.

Molte delle persone che mi conoscono veramente sanno che sono una persona tendenzialmente timida, riservata, che cerca di non esporsi troppo. Oggi però voglio andare controcorrente e cercare di trasmetterti un’esperienza che sto vivendo negli ultimi anni, che mi ha cambiato profondamente.

La storia che ti voglio raccontare oggi inizia nel Giugno 2022 quando, nel pieno post pandemia, ho deciso di prendermi una vacanza. Volevo approfittarne per andare all’estero e magari visitare una grande città europea. La scelta è ricaduta su Barcellona, il capoluogo catalano che oltre ad essere una meta ambita da molti italiani per le loro vacanze è anche la città dove un mio caro amico ed ex-collega universitario ha deciso di trasferirsi dopo la laurea.

Preparo valigia, prenoto l’alloggio e si parte per questa nuova avventura!

Durante il mio (breve) soggiorno il mio amico mi fa da guida turistica, dandomi alcune dritte e mostrandomi tutte le parti migliori della città. Quello che trovo, oltre ai monumenti e luoghi caratteristici, è un’atmosfera, una dinamicità e un caos che, nel mio piccolo paesino del Veneto di 7.000 anime, non avevo ancora avuto modo di sperimentare.

Però il tempo vola… è già passata una settimana, ed è il momento per me di fare la valigia e tornare alla cara vecchia vita in pianura padana. Sono già in aereo, posto finestrino, vedo la città abbassarsi sotto le ali dell’aereo e penso “Tornerò!”.

Mi ero rapidamente innamorato di Barcellona, e ben presto sento che lavorare in smart working dal piccolo paesino del Veneto non mi basta più.

Titubante, chiedo al team di risorse umane della mia azienda se sia possibile trasferirmi e fare remote working: mi danno il via libera, informando anche tutti i miei colleghi della mia decisione.

Infine, a trasformare quel tarlo che avevo nella testa in una concreta opportunità, ci pensa proprio il mio amico (che ringrazio tantissimo) che tramite WhatsApp mi informa che tra qualche mese nel suo appartamento si libera una stanza

Ho deciso, voglio provare, mi trasferisco a Barcellona!!

Remote working: nomade digitale dalla Spagna

É così che, grazie alla mia azienda che mi consente di lavorare completamente da remoto, dal primo ottobre 2022 vivo da nomade digitale in Spagna.

Cosa ho trovato è presto detto:

  • Una città vibrante, piena di divertimenti e stimoli tutta da esplorare
  • Un’enorme quantità di mezzi pubblici comprendenti 8 linee di metro, oltre 100 linee di bus e treni, che la connettono a tutte le città della Costa Brava e Costa Dorada
  • Aeroporto con tratte dirette alle maggiori città italiane (A/R da Venezia può costare in totale 60 euro, quindi abbastanza economico)
  • Un mix di ambiente collinare con enormi parchi naturali verso l’entroterra e del mare sulla costa, perfetto per farsi una scampagnata o un bel bagno al mare. In Estate, poi… Quando sono le diciotto e hai appena concluso una importante call con un cliente o completato il rilascio di una nuova funzionalità, esci di casa in infradito, prendi il bus e vai in spiaggia a farti un bagno rinfrescante.
  • Infrastrutture per la connessione ad internet all’avanguardia che mi consentono di lavorare da remoto e “stare vicino” ai miei colleghi da oltre mille chilometri di distanza. Non si scherza, la Spagna è uno dei paesi più evoluti per quanto riguarda la diffusione sul territorio delle connessioni ultra veloci
  • Fuso orario italiano e spagnolo coincidono, cambio dell’ora compreso

Remote working - Alessandro Martin Aton

Perché essere un nomade digitale

Ad oggi è già quasi un anno e mezzo che lavoro da remoto, ma da un piccolo appartamentino che sta giusto tra il Park Güell e la Sagrada Familia.

Una enorme opportunità che mi è stata data e che ho affrontato per migliorare me stesso, per fare nuove amicizie e conoscere nuove persone, per esplorare un nuovo ambiente e una nuova cultura, una nuova lingua e soprattutto uscire dalla mia zona di comfort.

Voglio concludere questo articolo con un sentito ringraziamento alla mia azienda, ai miei colleghi e agli amici che mi hanno sostenuto lungo questo viaggio. Senza di loro, non sarei mai stato in grado di realizzare i miei sogni.

E a te, lettore, voglio dire grazie per avermi dedicato il tuo tempo e per aver condiviso con me questa esperienza.

Che tu stia contemplando un cambiamento o semplicemente cercando ispirazione, ricorda sempre di seguire il tuo cuore e di non smettere mai di sognare
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