La gastronomia rappresenta per molti punti vendita della GDO un reparto ad alto valore. Può contribuire a rendere l’offerta più distintiva, migliorare il servizio e generare risultati economici rilevanti, soprattutto quando viene gestita con continuità e metodo.
All’aumentare del peso del reparto, però, cresce anche il numero di variabili da coordinare. Ricette, ingredienti, quantità prodotte, consumi, costi, scarti e lavorazioni devono essere monitorati con maggiore precisione, soprattutto quando la gastronomia è presente in più punti vendita.
La vera sfida della gestione della gastronomia nella GDO è quindi riuscire a sostenere la crescita del reparto mantenendo visibilità sulle attività operative e sui risultati economici dell’intera rete.
In un singolo negozio, molte attività possono essere gestite efficacemente grazie all’esperienza delle persone e alla conoscenza delle abitudini di acquisto locali.
Quando il modello viene esteso a più punti vendita, però, affidarsi esclusivamente alle prassi sviluppate nei singoli reparti rende più difficile mantenere uniformità e controllo.
Possono così emergere situazioni come:
Quando la gastronomia diventa un reparto rilevante per il business, poter leggere e confrontare questi dati è fondamentale per capire dove intervenire e quali attività migliorare.
Ogni preparazione può essere letta anche dal punto di vista economico.
Una ricetta definisce ingredienti, quantità e modalità di produzione, ma rappresenta anche la base per comprendere quanto costa realmente il prodotto finito e quale margine può generare.
Per avere una lettura completa è necessario collegare informazioni diverse:
Il confronto tra dati teorici e dati reali permette di individuare rapidamente eventuali scostamenti.
Da qui diventano possibili analisi più utili per il business, ad esempio:
Disporre di queste informazioni aiuta la sede e i responsabili di reparto a prendere decisioni più consapevoli su produzione, assortimento e organizzazione delle attività.
Uno dei passaggi più complessi consiste nel definire cosa preparare, in quali quantità e in quale momento della giornata o della settimana.
Produrre troppo significa aumentare il rischio di eccedenze e sprechi. Produrre troppo poco può invece tradursi in scaffali o banchi vuoti e opportunità di vendita perse.
Per questo la pianificazione deve mettere insieme domanda attesa, disponibilità del prodotto e sostenibilità economica.
In una rete strutturata, la sede può definire menu, periodi di produzione e punti vendita coinvolti, mentre i reparti ricevono indicazioni precise sulle attività da svolgere.
Il flusso può includere:
In questo modo la pianificazione non è solo uno strumento operativo, ma diventa una leva per proteggere l’efficienza del reparto e limitarne gli scostamenti economici.
Quando le preparazioni vengono realizzate in più , anche variazioni apparentemente ridotte possono avere un impatto significativo se replicate su tutta la rete.
Per questo è importante superare una gestione basata esclusivamente sul singolo punto vendita e costruire una visione centralizzata della produzione gastronomica.
La sede può così verificare:
Una lettura di rete consente di confrontare i punti vendita, individuare modelli efficaci e intervenire più rapidamente sui processi che generano inefficienze.
Estendere la gastronomia a nuovi punti vendita significa replicare non soltanto ricette e assortimento, ma anche il modo in cui il reparto viene gestito.
Se ogni punto vendita sviluppa procedure autonome, la complessità tende ad aumentare nel tempo e diventa più difficile confrontare risultati e modalità operative.
Definire processi condivisi permette invece di:
La gastronomia può così passare da una gestione prevalentemente locale a un modello coordinato, più semplice da replicare e controllare sull’intera rete.
La soluzione del Gruppo Aton dedicata alla gastronomia permette di collegare in un unico processo pianificazione, ricette, movimentazioni, produzione e monitoraggio.
L’obiettivo è offrire maggiore continuità tra ciò che viene pianificato dalla sede e ciò che viene realmente eseguito nei punti vendita.
La crescita della gastronomia nella GDO richiede quindi un modello capace di renderla misurabile, coordinata e replicabile, mantenendo sotto controllo le variabili operative ed economiche che ne determinano i risultati.
Una gestione efficace della gastronomia collega pianificazione, ricette, produzione, consumi e costi in un unico flusso. La soluzione Aton GTN consente di coordinare sede e punti vendita, monitorare le lavorazioni e confrontare dati teorici e reali per ridurre inefficienze e migliorare la marginalità.
Centralizzare la gestione permette di confrontare produzioni, consumi e performance dell’intera rete. La sede può definire processi condivisi e verificare ciò che avviene nei singoli punti di vendita, rendendo il modello più controllabile, replicabile e scalabile anche quando aumentano punti vendita e volumi.
Per controllare la marginalità servono dati su ricette, ingredienti, quantità prodotte, consumi effettivi e costi delle materie prime. Il confronto tra valori teorici e reali permette di individuare scostamenti, confrontare gli punti di vendita e capire quali preparazioni contribuiscono maggiormente ai risultati economici.
L’integrazione consente di evitare silos informativi tra sede, negozi e sistemi aziendali. L’ecosistema Aton è progettato per dialogare con sistemi terzi ed ERP, mentre la piattaforma .one adotta un approccio API-first che facilita lo scambio dei dati e la continuità dei processi.
La continuità operativa richiede assistenza strutturata, monitoraggio e gestione delle criticità. Aton offre un Service Desk multilingua 24/7 con tre livelli di supporto, controllo di SLA e KPI e gestione end-to-end anche in ambienti multi-fornitore, a supporto delle reti retail.